Creative Commons e fotografia non vanno daccordo?
Proprio ora che me ne sto qua, tronfio e gongolante (dovreste vedermi) perché le mie foto sono licenziate Creative Commons e lo dico a tutti e me ne vanto e mi sento ‘na cifra cool… proprio ora, dicevo, scopro grazie al blog Scrivere con la luce una serie di tre articoli di Dan Heller che mi spiega che la fotografia e Creative Commons non sono amici e che, anzi, se stanno troppo vicini CC si sente male e rischia addirittura grosso (!).
Da parte mia ho sempre pensato che nel momento in cui una foto viene pubblicata su internet si sta dando per scontato che questa possa essere copiata e ripubblicata da chiunque, per quasiasi ragione. Ho sempre trovato grotteschi e futili i tentativi di impedire l’accesso ad un immagine come per esempio l’inibizione delle funzionalità del tasto destro del mouse o la deturpazione di una fotografia con scritte che ne certifichino la paternità.
In quest’ottica Creative Commons è semplicemente un modo per dire: “lo so che potete farmi quello che volete, cercate almeno di essere gentili…“.
Il punto di vista di Heller però è diverso. Non si sofferma tanto sui rischi che un fotografo o la fotografia in generale possano correre licenziando “aggratise” le proprie opere sulla rete – rischi, sostiene, reali a fronte di uno scarsissimo beneficio.
Il rischio maggiore lo corrono quelle persone o quelle aziende che decidono di usufruire di materiale pubblicato con questo tipo di licenza perché, per esempio, chi ha licenziato la foto non ne detiene i diritti oppure chi è ritratto nella foto non ha rilasciato un consenso scritto alla pubblicazione rendendo nullo qualsiasi accordo tra licenziatario e licenziante e mettendo la succitata azienda nelle condizioni di essere citata in giudizio per violazione del diritto d’autore.
E la cosa peggiore, sempre secondo il nostro Heller è che questi rischi si riflettono sulle stesse licenze CC: nel momento in cui casi come questo dovessero diventare troppo frequenti le aziende diventerebbero sempre più restie ad utilizzare immagini licenziate gratuitamente senza sufficiente cautela (Flickr ad esempio promuove l’utilizzo di Creative Commons senza alcun tipo di avviso cautelativo su chi possa e come utilizzarlo) inficiando di fatto gli scopi e i vantaggi di licenziare in maniera gratuita materiale protetto dal diritto d’autore.
S.
Such a pretty house and such a pretty garden.
[...] che mentre pensi tutte queste cose qualcuno ad Arezzo legge un articolo del tuo vecchio blog in cui parlavi di fotografia e Creative Commons e gli piace e gli piacciono le [...]